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Accade in Sicilia
Rassegna Urbanistica Regionale
Scritto da A.I.S.A.   
martedì 09 febbraio 2010

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The New Waterfront - Progetti per un Nuovo Lungomare
Scritto da A.I.S.A.   
giovedì 10 dicembre 2009


 
Ricordando Pasquale Culotta
Scritto da A.I.S.A.   
venerdì 06 novembre 2009

 Ricordando Pasquale Culotta
l'architetto
lo studioso
l'uomo

Cefalù 9 novembre 2009

 

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Enna. Lettres d’amour à moi mem
Scritto da Carmelo Galati   
sabato 30 giugno 2007


Domenica 1 luglio 2007 ore 19 a Enna presso Palazzo

Pollicarini via Roma 437,  sede di UMBILICUS Laboratorio di Arti Contemporanee, Deborah Pirrera  parlerà del testo Lettres d’amour à moi meme.

Sarà presente Ignazio Apolloni, eclettico e funambolico scrittore.

La premessa al volume, contenente 52 lettere d’amore, è di Antonio Di Grado, docente di letteratura italiana presso l’Università di Catania.

Per coloro che verranno da città diverse da Enna l’autore ha previsto un rimborso nella misura simbolica di 1 euro.

 

UMBILICUS Laboratorio di Arti Contemporanee

Palazzo Pollicarini

via Roma nb0437 - 94100 Enna

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Monte Ulivi il gioiello da salvare
Scritto da Carmelo Galati   
domenica 18 marzo 2007

la particolarità Il villaggio di Riesi è considerato come qualcosa di unico insieme di edifici vivi l' allarme Un' interrogazione parlamentare chiede un' opera di consolidamento architettura
di PAOLA NICITA

Il villaggio di Monte degli Ulivi di Riesi è uno degli esempi più interessanti di architettura contemporanea in Italia. Costruito dall' architetto Leonardi Ricci, allievo di Giovanni Michelucci, costituisce per una articolata serie di ragioni un unicum: ed è proprio per la sua salvaguardia che in questi giorni viene lanciato un accorato grido d' allarme, con una interrogazione parlamentare rivolta al ministero dei Beni culturali che porta la firma degli onorevoli Valdo Spini e Angelo Lomaglio. Il villaggio fu realizzato nel 1962 per iniziativa del pastore valdese Tullio Vinay, che affidò l' incarico all' architetto Leonardo Ricci; quest' ultimo è considerato uno degli esponenti più interessanti della progettazione italiana, vissuto negli anni Quaranta a Parigi, dove frequentò gli esponenti dell' esistenzialismo. Il pastore Vinay e Leonardo Ricci avevano già collaborato insieme, realizzando in precedenza un altro villaggio valdese, quello del Centro ecumenico di Agàpe, a Prali, in Piemonte: da lì la scelta di ripetere questa realizzazione nel contesto siciliano, con modalità certamente differenti. Ricci cercherà immediatamente di dar vita a soluzioni architettoniche che guardano a modelli internazionali coniugati con le peculiarità del luogo in cui si trova ad operare. Ben distante, si capisce, dalle caratteristiche economiche e sociali di Agàpe. Così nel 1951 costruisce per sé la sua casa sulle colline nei dintorni della natìa Firenze: sarà la prima delle ventidue abitazioni che popoleranno la collina di Monte Rinaldi, anche questo episodio di assoluta unicità. Successivamente sarà chiamato per costruire la casa di Elizabeth Mann - Borgese a Forte dei Marmi e quella dello stilista francese Pierre Balmain all' isola d' Elba. Verso la fine degli anni Sessanta, proprio mentre l' edilizia vuole privilegiare i desideri della nuova, ricca borghesia che conosce una grande ascesa, Ricci si dedica invece all' edilizia popolare e realizza il quartiere di Sogane, ribattezzato la «nave»: qui si alternano piazze sopraelevate, strade pensili, scale panoramiche, servizi. Con queste realizzazioni alternative, che strizzano l' occhio all' architettura organica di Frank Lloyd Wright, Ricci arriva alla Facoltà di architettura di Firenze: qui - insieme ad un altro rivoluzionario collega, l' amico fraterno Leonardo Savioli - tiene le sue lezioni che rimarranno impresse e apriranno la strada al rinnovamento della contestazione studentesca. I lavori del progetto di Riesi invece andranno avanti per sei anni, fino al 1968, con la realizzazione di sei dei sette edifici previsti nel progetto iniziale: l' asilo, la scuola elementare, la casa comunitaria, la scuola-officina, le residenze, la direzione, mentre non è mai stata realizzata l' ecclesia. A Riesi, nel cuore della Sicilia, Leonardo Ricci acquista una collina che sorge in un luogo di grande bellezza: un luogo silenzioso, isolato, con aria limpida e fresca, lontano dalla confusione e coltivato per l' appunto ad olivi secolari, da cui prende il nome. Ricci progetta edifici che descrive come «vivi e veri», con muri grezzi di pietra, dove lo spazio esterno pulsa e crea straordinarie aperture sul paesaggio. La struttura architettonica realizzata qui in Sicilia ospita anche il Centro internazionale di studi sull' architettura; l' intero villaggio è per l' appunto abitato da esponenti della comunità valdese, nello specifico ad occuparsene dal punto di vista amministrativo sono la Tavola valdese, che ne è proprietaria, e il Servizio cristiano/Istituto valdese, gestore degli edifici del villaggio, che però non dispongono del necessario impegno finanziario. Infatti dalla sua realizzazione, il villaggio non ha mai subito interventi di manutenzione e consolidamento preventivi. Attenzione e intervento che adesso, dunque, appaiono necessari e urgenti, prima che il deteriorarsi degli edifici di Ricci divenga irreversibile. Il legame tra l' architetto Leonardo Ricci e la Sicilia è, per la verità, assai più articolato e complesso di un rapporto meramente professionale: Ricci infatti è uno dei nomi di riferimento per la Resistenza, combattuta per sua scelta proprio nell' Isola. E per la verità Ricci ha realizzato un altro lavoro in Sicilia, esattamente a Pachino: per la cittadina ragusana ha progettato il piano regolatore e realizzato una chiesa in prossimità della piazza centrale. Ed è ancora qui che Ricci sceglie di soggiornare per lavorare ad un importante incarico, il progetto per il padiglione dell' Expo di Montreal del 1967, dove è chiamato a rappresentare l' Italia insieme a Bruno Munari e Carlo Scarpa. Del lungo soggiorno siciliano Ricci realizzerà anche un diario pubblicato poi in forma di libro, dal titolo "Anonimo del XX secolo".


 
Sul nuovo progetto di copertura della Villa del Casale
Scritto da Carmelo Galati   
mercoledì 07 marzo 2007

Un intervento di Franco Tomaselli


Le critiche mosse dalla comunità scientifica al cosiddetto progetto di restauro della Villa del Casale proposto dall'alto commissario dott. Vittorio Sgarbi si erano focalizzate, fino ad oggi, esclusivamente sull'intendimento di distruzione della copertura realizzata nel 1957 dall'architetto Franco Minissi (figure 1-5). Il nostro giudizio era riferito alle poche notizie filtrate, poiché del progetto erano stati resi noti esclusivamente degli schizzi e non altro. Fino al punto che quella eccessiva riservatezza aveva cominciato a far supporre che il preteso progetto esecutivo non esistesse affatto… Ma forse, proprio per quella nostra denuncia, recentemente, i responsabili del Centro regionale per il Restauro, guidati da un "moto di orgoglio", hanno pubblicato un dossier sulla rivista Kalos ed allestito una sezione nel loro sito internet, dove ha trovato ampio spazio il … "progetto".
Anche se, in verità, da quello che appare, non si può definire quegli elaborati come appartenenti a un progetto di restauro nel senso specialistico del termine, se ne può ricavare una serie di allarmanti informazioni... 

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Architettura contemporanea nella città storica
Scritto da Carmelo Galati   
mercoledì 29 novembre 2006

Facoltà di Architettura di Palermo

Laboratorio di Sintesi Finale – Prof. Francesco Cannone

Architettura contemporanea nella città storica

Mostra di progetti didattici per Caccamo

Inaugurazione Giovedì 30 novembre 2006 alle ore 17

Sala Prades del Castello di Caccamo (PA)

 

Interverranno:

Dott. Nicasio Di Cola, Sindaco di Caccamo

Prof. Francesco Cannone, Facoltà di Architettura di Palermo

Prof. Maria Teresa Marsala, Facoltà di Architettura di Palermo

Prof. Ferdinando Trapani, Facoltà di Architettura di Palermo

Arch. Enrico Gugliotta, Regione Siciliana, Assessorato LL. PP.


Mostra aperta al pubblico dal 30/11/06 al 10/12/06

Dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30

Sala Amato del Castello di Caccamo


 
''Architettura Fisiognomica''
Scritto da Carmelo Galati   
domenica 13 agosto 2006
''Architettura Fisiognomica''
 
Una mostra realizzata da Emilia Badalà & studio Opera viva
 
A cura di Tania Giuga
Dall'1 al 26 agosto 2006
Mercati Generali - Catania -
Ingresso gratuito fino a mezzanotte

L'uomo non ha un territorio interiore sovrano, ma è tutto e sempre al confine e, guardando dentro di sé, egli guarda negli occhi l'altro e con gli occhi dell'altro.
(Massimo Canovacci, Sincretismi, pag.156)

L'Architettura è, secondo la definizione classica, la disciplina che ha come scopo la progettazione dello spazio in cui vive l'essere umano. Nell'architettura concorrono aspetti tecnici e artistici: l'Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce - affermava nel 1923  Le Corbusier. E qualche anno dopo, nel 1925, chiariva il concetto Mies van der Rohe: Chiarezza costruttiva portata alla sua espressione esatta. Questo è ciò che io chiamo architettura.
La Fisiognomica è una disciplina pseudoscientifica che pretende di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto. Il termine deriva dalle parole greche physys (natura) e gnosis (conoscenza). Fin dal XVI secolo questa disciplina godette di una certa considerazione tanto da essere insegnata nelle università. La parola fisionomia è collegata a questi concetti ma in seguito venne usata fra gli studiosi la parola fisiognomica per distinguerla dall'idea di fisionomia.

L'Architettura Fisionomica è l'ultima serie di Emilia Badalà concepita per gli ambienti dei Mercati Generali. Nasce come progettazione dello spazio quale identità che abita se stessa lasciandosi scorgere dall'altro, oltreché corrispondenza fra aspetto umano e comportamento. E', negli esiti, materia vibrante dei sogni, lo si può affermare in funzione di un assemblaggio che, dalla micronizzazione dei frammenti a collage, arriva alla stampa plotterata 100 x 70 cm. Sei parti divenute insieme coerente, due rettangoli graffiati e retro illuminati e quattro densissime superfici convergenti su un ovale antropomorfo che, come nelle fasi lunari, viene decostruito o accresciuto di una porzione ridondante - a seconda del punto di vista - in tempi congelati che ricordano quasi gli still da video.
Dal ritorno all'oggetto pellicola, a volte dichiarato altre indirizzato verso una stratificazione, alle trasparenze polimateriche, dal positivo al negativo, nella ricerca dell'immagine della ''grande madre'' archetipica. Magma e quiete, perturbante e familiare ad un tempo, percezione di incongruenze suggerite e apparentate con il mistero che il volto, la persona nell'antica accezione di maschera teatrale, guscio vuoto, reca con sé.

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Città di fondazione italiane, 1928-1942
Scritto da Carmelo Galati   
mercoledì 02 agosto 2006

mostra

Città di fondazione italiane, 1928-1942

Caltagirone, 27 giugno - 3 settembre 2006

Il Museo civico delle ville storiche caltagironesi e siciliane di Villa Patti ospiterà la mostra dedicata alle città di Fondazione.

A cura di Giorgio Pellegrini, attraverso immagini, documenti e schede, l’esposizione presenta un aspetto significativo della storia, dell'architettura, della cultura e dell'arte in Italia, attraverso la testimonianza delle città fondate un po' in tutta Italia tra il 1928 ed il 1942, la loro progettazione, costruzione e fioritura.

Rappresenta inoltre un fondamentale momento di confronto e discussione su uno dei temi di più pressante attualità, quale il rapporto tra l’uomo, la città moderna e la relazione fra di esse, il paesaggio e l’ambiente.

La mostra sarà incrementata con una piccola ma importante sezione dedicata a Mussolinia, la "città giardino", intitolata al Duce, che nel 1930 doveva essere edificata nel territorio demaniale del bosco di Santo Pietro, ma che in realtà rimase solo un progetto, nonostante lo stesso Mussolini avesse posto la prima pietra dei lavori.

Di essa rimangono il progetto dell'architetto Saverio Fragapane, controversi atti amministrativi, cronache giornalistiche e pochi resti costruiti.

A Mussolinia, la città offerta e intestata al Duce dai gerarchi di Caltagirone, è legato l'episodio – riportato nel libro di Andrea Camilleri "Privo di titolo" - di una città mai costruita, a cui i fascisti calatini cercarono di rimediare attraverso un fotomontaggio. Ma l'inganno fu scoperto, anche perché, intanto, al fotomontaggio la controbeffa aggiunse il mare trasportato di peso nell'entroterra.


 

 
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